Tour dei nove passi - Millenovecentoventuno

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Tour dei nove passi

I racconti dei nostri viaggi > I nostri viaggi del 2014
Lassù sulle montagne, tra moto e sidecar

Ebbene sì, il solitario del Rio Lobo, per dirla alla John Wayne, ha colpito ancora; parto da Roma venerdì e percorrendo con il mio ferro la via tirrenica e poi il passo Cisa in serata sono ad Albignasego da Maria e Marco per partecipare insieme a loro al mitico giro dei passi montani iniziando dal Maloja. Ammiro le opere d'arte di Maria che al calore di una candela modella la plastica delle bottigliette di acqua minerale ricavandone degli splendidi “gioielli”a forma di fiorellini, semplicemente fantastici. Al risveglio del mattino apprendo che Maria e Marco, causa lutto familiare non possono più essere dei nostri. In un primo momento penso di ritornarmene a Roma passando per Milano ove ho un appuntamento familiare, anche perché sarei l'unico con il sidecar e conoscendo la mia scarsa esperienza di guida in montagna e non avendo il mio mezzo la mitica forcella Hearles sono sicuro che rallenterei di molto la marcia degli altri, altri che incontro insieme a Marco in un vicino bar per definire il percorso. La simpatia di Marco BMW con il figliolo Matteo, Guglielmo e Fabio suzukisti e il motto del gruppo: “Non conta la velocità, l'importante è stare bene insieme”, mi convincono e parto con loro verso “i monti e valli d'or” direzione Lecco. i tunnel del lungo lago eccoci a Chiavenna verso il Maloja, il punto più alto dell'altopiano dell'Engadina. La strada corre nel fondovalle e mi illudo che forse i tanto ripidi tornanti siano solo nei miei pensieri di sidecarista da pianura pontina ed invece no: praticamente sotto al Maloja alzo lo sguardo sulla parete della montagna e rimango di sasso, è il caso di dirlo. I tornanti sono tanti, ripidi, serpenteschi; a circa metà del percorso invito gli amici a sorpassarmi cosa che fanno tranne Guglielmo che vuole comunque essermi vicino in questa autentica scalata. Sosta sul passo per ammirare il panorama veramente splendido sulle montagne circostanti ove è ancora presente diversa neve delle abbondanti nevicate di questo inverno quando sul passo ha raggiunto altezze da record.in Engadina in un panorama mozzafiato e il tempo ci assiste non piovendo e con tratti di sole fino al prossimo passo, l'Albulapass a 2315 metri e sul cartello indicante il passo poniamo il nostro nobile logo “MILLENOVECENTOVENTUNO” tricolore che spicca. Qualcuno propone di prendere un caffè nell'unico locale aperto, ma Marco BMW sconsiglia la cosa a meno non si sia disposti ad accendere un mutuo per pagare il costo dei beveraggi assolutamente spropositato ancorchè svizzero. Al prossimo passo, lo Julierpass a 2284 metri l'aria si è fatta freddina e il cielo molto nuvoloso. Ci fermiamo per mangiare dei panini e il panorama è così così; probabilmente il ns. gruppo eterogeneo è la cosa più interessante per gli altri pochi motociclisti presenti. Guardo il ns. gruppo di cui faccio parte e condivido un certo stupore degli altri presenti sul passo; vado con la nostra descrizione:
due suzuki da pista con relativi piloti in tuta da MotoGP, un BMW con pilota e passeggero in tuta con i colori sociali della casa di Monaco e un sidecar Guzzi California con pilota con chiodo e che a un certo punto tira fuori due casse acustiche cui collega un lettore MP3 per diffondere, a circa 2.300 metri di quota, canzoni di Ramazzotti e compagni; effettivamente dobbiamo sembrare un po' stranucci. nuovo in marcia verso il Bernina dove ammiro il trenino rosso delle ferrovie svizzere che tre anni fa ho preso con Chiara da Tirano a St. Moritz e poi sul Glacier Express fino a Zermatt. Mentre scendiamo dal Bernina verso Livigno ecco la pioggia tanto temuta per tutto il giorno, comunque niente paura dura solo 15 minuti ed entriamo in Livigno per fare subito benzina stupiti del prezzo che non supera 1,15 euro, una pacchia.
La sera, prima della cena, facciamo una passeggiata nella via principale di Livigno chiacchierando tra noi e Marco BMW mi fa notare il contenuto numero dei turisti che una volta, pur in presenza di cattivo tempo, affollavano numerosi la località; inoltre altro segnale della “crisi”è il tampinamento effettuato dai camerieri/e davanti ai ristoranti con pressanti inviti ad entrare. A cena combattiamo la colesterolica battaglia contro gli abbondanti piatti tradizionali locali ad iniziare dai pizzoccheri. Il nostro programma di affrontare lo Stelvio viene ad essere modificato causa la chiusura del passo per consentire il Mapei Day 2014, multi-manifestazione organizzata dalla Mapei di Squinzi [Confindustria]con gare ciclistiche, podistiche [a saperlo avrei potuto partecipare],skiroll, golf e sci; pertanto si decide di andare verso il passo San Marco e la mattina dopo comunico agli amici che non riuscirei ad affrontare un altro passo e che voglio dirigermi verso Milano ringraziandoli ancora per la pazienza dimostratami. Nello scendere in Valtellina Marco BMW ci fa fermare davanti ad un piccolo supermarket al cui interno, in una rientranza del locale, trovo il paradiso dei vegetariani nel senso di una ricchissima postazione di vendita di formaggi locali. Chiedo un formaggio per Chiara del tipo “Fontina Valdostana”e il gestore, bofonchiando una tipica bestemmia montanara alla mia richiesta Valdostana, mi fa assaggiare diversi tipi di tome. Mentre scelgo un formaggio che si rivelerà buonissimo per Chiara, ripenso ad un episodio simile da me provocato alla Biker Fest in quel di San Daniele in Friuli, la patria dell'omonimo e noto prosciutto:
insieme al mio amico Roberto, harleysta doc, entriamo in una grande norcineria dove innumerevoli prosciutti di San Daniele facevano bella mostra di se ed a voce alta chiedo due etti di prosciutto di Parma; a momenti mi linciano.un aperitivo consumato sotto qualche goccia di pioggia che si alternava al sole, saluto i simpatici amici ringraziandoli dei bei momenti vissuti e mi dirigo verso Milano mentre loro verso il passo San Marco. Mi dispiace solo per Maria e Marco, ma poi penso che ci sarà un'altra occasione per incontrarci, magari ad inizio settembre quando con l'amico Roberto andremo alla Bike Week di Faaker See in Austria, grandioso raduno Harley.
Robè de Roma

GRAZIE MAMMA CHE MI HAI FATTO GUZZISTA!
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