Pic-nic di Pasquetta 2017 - Millenovecentoventuno

Vai ai contenuti

Pic-nic di Pasquetta 2017

I racconti dei nostri viaggi > I nostri viaggi del 2017
Quello che conta è una programmazione seria. Bisogna provare il percorso, controllare la cartina, verificare i tempi e le eventuali soste e infine mettere tutto per iscritto. Un bel programma dettagliato con cartina è quello che serve affinché nessuno si perda e si arrivi tutti tranquilli a destinazione. Per di più, in questo caso, io che sono l'unico a conoscere bene la zona sono a rischio partecipazione è quindi ancor più necessario avere un programma chiaro. Così ho fatto e tutti hanno provveduto a studiarsi la cartina e a inserirla nel navigatore del telefonino. Abbiamo fatto tutti i nostri bei compitini a casa ma alla fine sono riuscito a partire insieme a tutti gli altri quindi non è stato necessario.
Ci troviamo al solito bar di Albignano e puntuali con venti minuti di ritardo partiamo in direzione Emilia. La strada è libera, la temperatura si è rinfrescata parecchio dai giorni scorsi ed il cielo è incerto, anzi, dopo pochi minuti dalla partenza iniziamo a vedere le prime goccioline sulla visiera. Meno male che erano proprio poche gocce e il resto del viaggio è stato asciutto. Io guido un po' distratto, un po' perché controllo che Maria stia bene e un po' perché cerco di usare quella benedetta action-cam con la quale sto cercando di fare le prime riprese video dal sidecar.
Arriviamo a Castell'Arquato avendo accumulato già qualche minuto di ritardo e vediamo che quel parcheggio che di solito è sempre vuoto, oggi è stracolmo di auto e moto perché nel caratteristico borgo c'è la fiera tradizionale di Pasquetta così ne approfittiamo per fare una sosta aperitivo.
Intanto che il gruppo si dedica allo svuotamento di alcune bottiglie di Prosecco fresco arrivano Omar e Giusi con la loro motonave teutonica che mi fanno compagnia intanto che mi faccio trascinare a destra e manca dai due bassotti che hanno accumulato energie da sfogare in questa breve sosta.
Riprendiamo il cammino sempre secondo programma, ma con un piccolo ritardo di un'ora e un quarto, vabbé, chi se ne frega!!!
Percorro la strada che avevo pubblicato e che tutto il gruppo aveva salvato nei propri navigatori, ma io non ne ho bisogno, l'ho fatta già un po' di volte e poi, l'ho fatto io il programma! Beh, cammina, cammina, la strada mi sembra un po' diversa, simile, ma diversa! In effetti, preso ancora dalla sindrome da cameraman mi sono distratto un pochino e ho preso la strada che va fino a Morfasso invece che salire su quella che porta a Vernasca. Dentro di me penso: “Ma si, tanto poi la avanti giro a sinistra e mi riporto sulla strada che va da Vernasca a Bore!” In effetti siamo andati proprio a immetterci su quella strada solo che il percorso che abbiamo fatto a confronto di quello programmato era un susseguirsi di buche e cedimenti e con il sidecar è stato un po' impegnativo. Oltre a questo, invece di goderci una strada per la gran parte panoramica con vista dall'alto sulla valle sottostante abbiamo percorso la strada di fondo valle che ha lasciato ben poco appagamento dal punto di vista panoramico. Finalmente arriviamo sulla provinciale e non vedendo nessun cartello recante l'indicazione per Bore mi sono buttato e ho svoltato verso destra così, invece di riprendere la strada indicata dal programma, mi allontano ulteriormente e finiamo al Passo del Pellizzone. A questo punto mi consulto con Tenerone e il suo navigatore e decidiamo di proseguire verso Bardi, tornare sui nostri passi avrebbe impegnato troppo tempo. Meglio trovare un altro posto dove fermarci a pranzo!
Lungo il fiume Ceno vi sono diverse aree più o meno attrezzate dove poter fermarsi a fare un pic-nic e io scelgo la più bella! Beh, più o meno!!! In realtà l'area attrezzata era anche bellina, ma dato l'orario, era anche già affollata, così siamo stati costretti a proseguire un pochino ma l'aver percorso un tratto di strada bianca e sconnessa ci ha ripagato e abbiamo potuto bivaccare in un angolo di paradiso, un posto di rara bellezza...praticamente sembrava un cantiere dimesso da alcuni anni, mancavano solo rottami di escavatori abbandonati e fusti di gasolio vuoti poi eravamo a posto!
Da mangiare per pranzo ognuno ha portato ciò che preferiva, chi il riso freddo, chi il pane fatto in casa e il culatello, chi la frittata e c'è stato perfino chi si è portato un beverone salutistico, ma quando è stato il momento di tirare fuori le bevande ci siamo uniformati, tutti con vino e birra! L'acqua l'abbiamo portata solo per lavarci le mani!!!
Ci fermiamo un bel paio di orette e poi ci guardiamo in faccia un po' spaesati: ci siamo ormai resi tutti conto che il programma finiva qui e d'ora in avanti avremo dovuto inventare...come abbiamo fatto fin'ora!!!
Ormai si è fatto tardino e optiamo per un rientro un po' più rapido così scendiamo per la Val Ceno e, dopo una sosta per il gelatino della Sgionfadura, giù per la Val di Taro e poi dritti a casa passando per Cremona ed evitando la congestionata autostrada.
Alla fine è stata una bella giornata, un bel giro ed in più, tutto questo, ci ha fatto capire la morale: “É importante avere un programma dettagliato prima di partire per poter non seguirlo!!!”
GRAZIE MAMMA CHE MI HAI FATTO GUZZISTA!
Torna ai contenuti