Per le Colline del Ducato 2018 - Millenovecentoventuno

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Per le Colline del Ducato 2018

I racconti dei nostri viaggi > I nostri viaggi del 2018
  
Ancora grazie ad alcune amiche che sarebbero venute a fare compagnia a Maria per tutta la giornata, ho potuto organizzarmi un'uscita in moto un po' più impegnativa e non finire come sempre su per le Alpi Bergamasche. Non che siano più brutte o che non possano donare le stesse emozioni, ma la possibilità di stare fuori sin dal mattino mi permetteva di scegliere una meta un po' più lontana, un posto che nel solo pomeriggio sarebbe impossibile. Nella testa mi frullavano due opzioni: la prima era il Passo Resia famoso per il campanile che spunta dalle acque di un laghetto artificiale che formatosi in seguito alla costruzione di una diga ha allagato la valle e l'antico paesino di Curon Venosta lasciando appunto il campanile a emergere dall'acqua. In questo caso però sarebbe stato un giro molto impegnativo e da fare in pochi o addirittura in solitaria perché prevedeva oltre dieci ore di moto e valicando alcuni tra i passi alpini più alti, belli ed impegnativi d'Italia come Stelvio, Gavia ecc.  La seconda ipotesi era invece molto più umana, un giro di quattrocento chilometri sull'Appennino Parmense e Piacentino, con “solo” sei ore di viaggio sulla carta e quindi la possibilità di fermarsi a godersela un po' di più. Così ho optato per la seconda e ho proposto la cosa al gruppo riscuotendo un grande successo, tanto da trovarci in sette al Passion Cafè in questo freddo venerdì mattina di settembre.
Alle sei sono già in piedi a trafficare perché sono tante le cose che devo fare prima di allontanarmi da casa e voglio essere puntuale e per una volta ci riesco anche!
Beviamo quasi tutti un caffè per scaldarci o per svegliarci, alcuni fanno colazione in piena regola con cappuccio e cornetto ma il migliore è mio fratello Amilcare che arrivato in sella alla sua Harley, per scaldarsi, si è sparato una bella grappa! Qualcuno ha detto: “Buon sangue non mente!!!”
Partiamo un pochino più tardi di quanto avessi preventivato ma tutto è filato liscio, nessuno deve fare benzina e siamo in direzione opposta al traffico ma dopo pochissimi chilometri ci perdiamo a Dovera. Mi fermo in uscita del paesino e proprio mentre stavo per fare manovra di inversione per capire cosa fosse successo, vedo il resto del gruppo arrivare. Marco BMW mi spiega che sul cruscotto della sua nuovissima GS si accendeva una spia di allarme e non sapeva proprio cosa potesse essere, ma spentasi ha ripreso normalmente il cammino. Superiamo Lodi e poi imbocchiamo la SP26, una strada alternativa alla solita SS9, ma dopo pochi chilometri la spia misteriosa si illumina ancora sul cruscotto della BMW. Ci fermiamo e iniziamo a cercare di capire cosa potesse essere e dopo attenta osservazione riusciamo a leggere le parole più piccole che apparivano sul display e risolviamo il mistero: “Pressione pneumatici bassa 2,2 bar!” Così i più deboli di vescica riallacciano i pantaloni e ripartiamo. Appena passato il ponte sul Po ci fermiamo per un caffè e per scaldarci un pochino perché il freddo ha tardato ad arrivare ma stamane si fa sentire davvero intensamente. Ci fermiamo nella trattoria dell'Alchimista dove una simpatica barista ci ha accolto calorosamente. Da lì riprendiamo la strada ma per poco perché a Busseto ci fermiamo per gonfiare le gomme della cavalcatura di Marco. Da lì al caseificio Bombodolo dove era in programma di sostare per acquistare un po' di formaggio non c'è molta strada fare ma a Fidenza riusciamo a perderci comunque. Mi fermo, aspetto, torno indietro... niente, ci siamo proprio persi! Allora scrivo un messaggio a mio fratello che è nel gruppo dei dispersi e gli dico che ci saremmo trovati su al caseificio. Riprendendo il cammino come previsto ci siamo ritrovati ancora tutti così abbiamo passato la piccola cittadina termale di Tabiano Bagni e siamo risaliti fino a Tabiano Castello, da lì poi abbiamo proseguito per Costa Mezzana e di lì al Caseificio dove Rita e la sua famiglia ci hanno accolto calorosamente e ci hanno offerto un graditissimo aperitivo a base di vino Fortana Rosato e Parmigiano Reggiano, uno spettacolo!
Dopo una mezz'oretta ci rimettiamo in viaggio ma resta a questo punto da risolvere la pratica rifornimento così ci fermiamo dal benzinaio nei pressi di Noceto, l'IP dell'Onesto Abdull!” Non solo la “Verde” costava più di €1,90 al litro, ma non funzionava nemmeno il Bancomat, così ci fermiamo anche al benzinaio in uscita dal paese. Lì però i fumi della grappa del mattino insieme al Fortana Rosé deviono aver fatto effetto e Ami si è dimenticato di mettere il cavalletto laterale prima di appoggiare la moto con il risultato che si sono visti un uomo baffuto e la sua Harley sdraiati a pancia per aria! Poco male, nessuno danno di rilievo ne per uno né per l'altra, l'unico grosso problema che per tutto il giorno l'ho poi preso in giro, quando ci vuole, ci vuole!!!
Fino a questo momento abbiamo percorso un centinaio di chilometri ed abbiamo fatto otto soste, se va avanti così siamo a posto! Così do una sforbiciata al percorso che avremmo dovuto fare al mattino prima di pranzo, evitiamo la Valle Baganza e Berceto con tutte quelle curve e panorami perché poi saremmo arrivati al ristorante alle due, ma procediamo dritti sulla strada di fondovalle ed arriviamo direttamente alla Stazione di Valmozzola puntuali alle dodici e mezza.
L'ambiente è davvero carino e particolare. Il ristorante è stato ricavato nella vecchia stazione ormai dismessa con tanto di tavoli sulla banchina, binari e i bagni fuori dalla stazione come ai tempi in cui correvano ancora i treni.
A pranzo va tutto più che bene, si è mangiato bene, si è scherzato e si è riso, insomma tutto quello che serve per divertirsi in compagnia.
Intorno alle tre riprendiamo il cammino e Pier che alla sera dovrà lavorare alle Due Colonne, ci lascia e si dirige direttamente verso casa mentre noi risaliamo per una stupenda strada panoramica fino a Varsi. É un susseguirsi di curve e tornanti entusiasmante ma il fondo è fortemente rovinato e gli avvallamenti sono davvero troppi per potersi concedere a una guida sportiva, ma non importa, i panorami sono molto belli e la coppia della Grisa mi fa godere comunque ogni attimo.
Una sosta per scattare alcune foto e poi ci spostiamo fino a Bardi da dove prendiamo la strada provinciale che ci porta su in cima al Passo del Pelizzone dove facciamo una sosta per una birretta, quella birretta che mio fratello ha deciso di vuotarmi addosso, meno male che la birra non era la mia!!!
Da lì riprendiamo il cammino giù dritti passando per Bore e Vernasca, fino ad arrivare a Castell'Arquato. Anche qui la strada è molto bella con curve e tornanti a volontà ma nel tratto più alto c'è da procedere con attenzione sempre per via delle buche e dei tratti in riparazione.  
Da Piacenza è ormai tutta routine, imbocchiamo la solita via Emilia fino a Lodi e da lì filiamo dritti a casa, giusto il tempo di un'ultima sosta per l'aperitivo a Dovera.
Una bella giornata passata in sella e in buona compagnia, grazie a tutti della compagnia!

Marco
GRAZIE MAMMA CHE MI HAI FATTO GUZZISTA!
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