Motobefana da Pandino a Rivolta - Millenovecentoventuno

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Motobefana da Pandino a Rivolta

I racconti dei nostri viaggi > I nostri viaggi del 2015
Ormai è un appuntamento fisso per noi del Millenovecentoventuno e anche in questo 2015 non potevamo mancare così, anche se un po' alla spicciolata perché ognuno ha esigenze e impegni differenti, eravamo venticinque centauri a festeggiare la Befana con gli amici della Casa Famiglia di Padre Spinelli.
Al mattino ci troviamo a bere un caffè al Bar Girasole e subito dopo partiamo per Pandino. L'aria frizzantina si infila sotto la visiera ma la temperatura di questa serena giornata è nettamente sopra la media e farsi un giretto in moto, se pur breve, è proprio quello che ci voleva.
A Pandino sono sempre organizzatissimi e ci accolgono con simpatia e una calda colazione al bar di fronte alla chiesa. Si scherza, si ride e si ritrovano tanti amici e il tempo vola, il tempo di assistere alla benedizione dei partecipanti da parte del prete e via.
Presso la casa famiglia ci attendono ansiosi gli amici ospiti perché questa, per loro, è una giornata speciale.
Come sempre ci offrono un piccolo rinfresco e abbiamo l'occasione di incontrarci col resto del gruppo che ha dormito un po' di più ed è l'occasione per scambiarci le solite battute e quei tipici sfottò tra motociclisti.
Come sempre, prima di andare a pranzo facciamo un salto al Bar del Santo dove possiamo farci un bel prosecchino stuzzicando ancora qualcosa.
Per il pranzo abbiamo prenotato alla Fontana ad Agnadello, un bel posto in mezzo alla campagna, un posto che se non lo conosci non lo trovi di sicuro, ma questo non basta a tener lontano la gente perché se non prenoti con un discreto anticipo, il posto non lo trovi.
Come spesso capita si è forse andati un po' oltre e un paio di loschi individui anno inforcato dei tricicli e hanno cercato di darsi alla fuga con delle cosce di pollo in tasca, ma oltre a questo il fatto che fossimo a pochi chilometri da casa ci ha aiutato a rincasare incolumi.
All'Hemingway il bicchiere della staffa e l'occasione imperdibile per Andrea il “Camionaro” di potersi sedere su una moto seria per la prima volta nella sua triste vita motociclistica.

Marco
GRAZIE MAMMA CHE MI HAI FATTO GUZZISTA!
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