Girotaleggio 2012 - Millenovecentoventuno

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Girotaleggio 2012

I racconti dei nostri viaggi > I nostri viaggi del 2012
Tutto è programmato con cura, ci dobbiamo trovare tutti nel piazzale del mercato puntuali alle nove del mattino, col pieno di benzina e pronti al partire alle nove e mezza dopo aver bevuto un bel caffè nel bar vicino. Le cose già iniziano male però perché il bar in questione ha cambiato il giorno di chiusura, ora sta chiuso alla domenica. Alex a questa notizia reagisce davvero male poiché arriva in sella alla sua Harley con il cuscino ancora attaccato alla faccia, così, prima di partire dobbiamo forzatamente fare una sosta caffè in un bar poco lontano, il rischio è che Alex si addormenti al manubrio e ci travolga tutti stile bowling.
Per ultimo arriva Ermanno col serbatoio secco ma pieno di scuse: avevo solo il cinquanta, nemmeno un bar aveva da cambiare, c’erano solo i self service, mia moglie mi ha picchiato, c’è stata un’invasione di locuste, ecc. È persino arrivato a dire che aveva dato tutti i soldi alla nipote di Mubarak perché non finisse sulla cattiva strada. Ma noi Guzzisti abbiamo cuore e lo perdoniamo, perché ci hanno sempre insegnato di non infierire con quelli che sono così sfortunati da non avere una Guzzi, e lui ha una moto che non si capisce nemmeno qual’è il davanti!!!
La fila di centauri è abbastanza lunga e al nostro passaggio tutti si girano a guardare con ammirazione e i più anziani ci incitavano: “Andì a laurà barbuniii!!!”
Io apro la fila con il sidecar recando dietro la schiena un cartello rassicurante che diceva: “Non seguitemi, mi sono perso anch’io!” Infatti, nei pressi di Almenno abbiamo seminato la coda del gruppo che invano hanno provato a chiamarmi al cellulare. Ma niente paura, già alla Roncola i tardatari ci avevano raggiunto, solo il trentacinque, carico com’era, sembrava fare un po’ di fatica sulla ripida salita.
Proseguiamo la nostra passeggiata per Costa Imagna e Valsecca per poi fermarci finalmente per un aperitivo analcolico… più o meno.
Nel frattempo riesco anche a sentire Livio che già ci aspetta in loco dove ci ha riservato alcuni tavoli e dove ha già iniziato a portarsi avanti con uno spuntino.
Noi continuiamo verso Berbenno e poi Brembilla, le strade sono sinuose con tante belle curve raccordate e asfalto in perfetto ordine. La nostra andatura non ci fa fare certo dei piegoni o dei record di velocità, ma ci permette di gustarci il panorama e di apprezzare il borbottio rassicurante dei nostri bicilindrici, si! Perché saremo anche un gruppo eterogeneo oggi, ma siamo tutti bicilindrici!
Nei pressi di Olda troviamo la stradina che ci conduce alla area del pic-nic, un luogo davvero bellissimo con tavoli ombreggiati, campo di calcio e da pallavolo e una cornice davvero unica fatta di monti, boschi e aria pulita, uno spettacolo.
Ci sistemiamo ed ognuno offre un po’ di quello che ha portato con se nelle borse e vi assicuro che è uscito il ben di dio, dagli antipasti al dolce, ma il più mitico è Marco che sul GS si è portato tavolino, fornello e piastra dove si è cotto le salamelle con le cipolle, insomma il perfetto campeggiatore autosufficiente.
Intanto che noi ci abbuffavamo i miei quadrupedi si sfogavano. Tobia ha trovato un pallone da pallavolo e ci ha giocato tutto il pomeriggio senza prendere fiato, mentre Ciccio aveva molti più interessi quali il cibo, la palla e Chiara. Ogni due per tre era li a rompergli l’anima, se n’era innamorato pazzamente!!!
Verso fine pasto ci siamo tuffati nell’attività fisica che più ci si addice, qualche bella partita a calcetto. Ma cosa avete capito? Calcetto inteso come calcio balilla!
Prima di fare ritorno alle nostre case non ci restava che passare da un caseificio a prendere il migliore dei ricordi, un bel quarto di taleggio, se non lo si prende quando si è in Val Taleggio, quand’è che lo si compra?!
Per il ritorno decidiamo di percorrere strade differenti in base alle esigenze, io che con il sidecar faccio fatica ad evitare le code ripercorro la medesima strada dell’andata ad eccezione della Roncola, mentre gli altri optano per gli orridi che portano a San Giovanni Bianco per poi percorrere la Val Brembana.
Al nostro arrivo non ci resta che tirare le somme e rendersi conto che questa è stata una gran bella giornata, anzi, uno spettacolo!!!
GRAZIE MAMMA CHE MI HAI FATTO GUZZISTA!
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