Costa del Palio 2020 - Millenovecentoventuno

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Costa del Palio 2020

I racconti dei nostri viaggi > I nostri viaggi 2020
Oh ragazzi, senza impegno, ma se domani va tutto bene, Maria è sufficientemente in forma e non ho contrattempi, ho una mezza intenzione di testare le doti fuoristradistiche della Scrambler. L'idea è quella di salire fino a Morterone (LC) e da lì prendere la strada agropastorale che porta fino a Brumano in Valle Imagna passando per la Costa del Palio. Non pensavo di suscitare così tanto interesse ed invece, uno dopo l'altro, sono stati sette gli amici che hanno voluto accompagnarmi in questa avventura tra i sassi sulle bellissime montagne tra Lecco e Bergamo.
La partenza dal solito Passion Cafè di Albignano intorno alle nove e mezza, tutto bene fino a Calusco d'Adda dove la V Strom del Gianö ha perso la vite di una pinza freno anteriore, il suo bravo gommista si era dimenticato di avvitarle! Prudenzialmente ha lasciato la moto da un benzinaio ed ha proseguito nei panni della zavorrina di Dario. Se nel vostro immaginario la “Zavorrina” è una ragazza carina e minuta che sta dietro al biker attirando spesso gli sguardi dei maschietti attorno beh, niente è più lontano di Enrico da questa icona!!!
Ci lasciamo dietro Lecco e un traffico che rispetto al passato sembra essersi moltiplicato in maniera esponenziale forse per colpa del Covid e del distanziamento da tenere.
A Ballabio accendo la telecamera e iniziamo la vorticosa salita verso Morterone che, con i suoi trenta abitanti, è il comune più piccolo d'Italia per numero di abitanti. Anche su questa bellissima strada si incontrano un numero davvero esagerato di auto e di atletici ciclisti quindi se l'attenzione è sempre d'obbligo, oggi lo è ancora di più.
Alla Trattoria Cacciatori, che è l'unico bar e ristorante del paese, non è proprio pieno e riusciamo a sederci regolarmente distanziati e berci un bel prosecco. Sempre qui è possibile ottenere il permesso di transito temporaneo per la strada agro-pastorale che porta appunto da Morterone su fino alla Costa del Palio e poi giù fino in Valle Imagna a Brumano. Un obolo non poi così piccolo se consideriamo che costa dieci euro a moto si paga più di un euro a chilometro! A dire il vero per me ne vale davvero la pena perché si gode di panorami stupendi e ci si mette un po' alla prova in sella alle nostre moto.
Marco, reduce da un bel giro di quasi cinquecento chilometri su e giù dagli Appennini il giorno precedente, non è potuto essere dei nostri ma la prossima volta ci farà sicuramente compagnia.
Anche su questa bellissima strada, e non parlo certamente del fondo ma del panorama, è tutto un brulicare di appassionati di trekking e nel rispetto di tutti non ci possiamo mettere a sgasare come idioti, ma ci si può divertire comunque.
Dario che già cavalca una moto non proprio leggerissima, porta pure il buon Enrico e immagino che su questi sassi smossi, ghiaia e terra sia stato davvero impegnativo.
Durante la risalita troviamo un bivio, l'unico a dire il vero, e per di più non me lo ricordavo per nulla. Chiaramente d'istinto procedo dritto e altrettanto chiaramente il mio istinto mi ha fregato e siamo finiti nei pressi di una malga e poi la strada terminava. Vabbè, è stata l'occasione di scattare qualche foto.
Il tratto i salita è stato tutto sommato semplice, abbastanza ripido su fondo di ghiaia e sassi smossi con tratti più dissestati di altri ma adesso che inizia la discesa il fondo è un po' peggio e la strada è di fatto costituita per la quasi totalità da sassi smossi e buche anche profonde. Procedo con cautela anche perché spesso si incontrano persone lungo il tragitto e prenderli a sassate non è proprio una cosa educata. Comunque solo un breve tratto mi ha messo apprensione perché davvero bello sconnesso e con una pendenza notevole ma la Scrambler si è comportata benissimo e mi ha reso tutto abbastanza semplice.
Giunti finalmente sull'asfalto non vi sono stati guai e nessuno è caduto o si è fatto male così ci siamo diretti verso Fuipiano per vedere se avremmo potuto pranzare all'Hotel Moderno. Il cameriere ci ha accolto con grande ospitalità e ci ha addirittura lasciato pranzare fuori, meglio non ci poteva andare! Un bel piatto di casoncelli alla bergamasca ipercalorici e un buon bicchiere di vino ci hanno rimesso in forza prima del rientro.
Una bellissima giornata con una bella gita giù dall'asfalto che ha fatto emergere un lato non proprio visibile di alcuni dei nostri soci, diciamo che da oggi possiamo fondare una sezione “endursta” del Millenovecentoventuno, i “Tassellati per caso!”

Marco
GRAZIE MAMMA CHE MI HAI FATTO GUZZISTA!
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