Bicilindrici coi Geloni 2018 - Millenovecentoventuno

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Bicilindrici coi Geloni 2018

I racconti dei nostri viaggi > I nostri viaggi del 2018
  
Le premesse sono delle migliori, secondo le previsioni meteo la giornata sarà assolata con temperature al di sopra della media e noi siamo arrivati ad una partecipazione davvero elevata, sulla carta saremo diciannove persone. Sarà senz'altro un Bicilindrici coi Geloni eccezionale!
Mi sveglio molto presto perché le cose che devo fare sono parecchie così alle sei e mezza il telefonino suona. Un caffè, aiuto Maria con la colazione e tutto il resto, mi vesto, accompagno i quadrupedi a fare pipì. Nel frattempo arriva anche Cristina e così sono già in sella alla Grisa che non sono nemmeno le nove.
Al Passion mi bevo un caffè e poi mi faccio una fumata di toscano godendomi i primi raggi di sole che considerando il periodo scaldavano parecchio.
Il primo ad arrivare è il Malanchini con sottocasco in testa e giacchetta di pelle in stile “Wild Boys!” poi arrivano anche Camion e Rebecca che forse a sottovalutato le temperature indossando Jeans e calzine corte estive. La mia paura è che si congeli sulla sella della Kawasaki!
Pian piano arrivano tutti e alle dieci mancano solo il Barone e Francesca così partiamo e passiamo a prenderli a casa. Erano quasi pronti, giubbetti indossati, guanti e casco appoggiati sulla moto e un vistoso cuscino ancora appiccicato alla faccia, devono aver fatto le ore piccole!!!
Partiamo e il viaggio fino a Lodi procede senza alcun intoppo, l'aria è frizzantina e il sole splende ma nei pressi di Sant'Angelo Lodigiano un po' di foschia sale dalla campagne e ci disturba inumidendoci le visiere.
Passato il Po a Castel San Giovanni dirigiamo verso Borgonovo Val Tidone e la nebbia si dissolve lasciando spazio a una stupenda giornata assolata. Percorriamo la strada provinciale della Val Tidone fino a Pianello dove facciamo una sosta ristoratrice e riscaldante perché, se è pur vero che le temperature sono alte per il periodo, siamo sempre a dicembre. Ci facciamo il primo sorso, iniziamo a mandare giù qualche stuzzichino e facciamo quattro chiacchiere. Dopo una mezz'oretta riprendiamo il cammino, costeggiamo la Diga del Molato e anche se le curve invoglierebbero a piegare un pochino di più, granelli bianchi e luccicanti troncavano ogni velleità corsaiola sul nascere.
Al bivio per Ruino abbandoniamo la strada che avrebbe portato al Passo del Penice e giriamo a destra verso la Valle Versa. Purtroppo l'asfalto non dei migliori ma il panorama oggi è davvero eccezionale. Con la visiera sollevata mi godo il profumo dell'aria fresca e il bellissimo scenario delle colline tutt'intorno. Si possono scorgere chiaramente le Alpi là, dall'altra parte della Pianura Padana.
Arriviamo alla Trattoria Ferrari quasi in orario e lì troviamo Gianfranco e Sasso del Lario che ci aspettano già da una bella mezz'ora, ma ci sono anche i due ospiti, Antonio ed Elena che nell'attesa hanno iniziato a spiluccare un po' di salame che hanno comprato alla bancarella davanti al ristorante.
Il ristorante non delude assolutamente le aspettative con dei buoni salumi, una cucina tipica dove tutto viene fatto in casa e degli ottimi vini. Anche i vini e le grappe sono di loro produzione e devo dire che i commensali hanno gradito!
Gully, il Barone e Francy devono rientrare prima e così ci salutano a partono. Ho provato a spiegare che strada fare ma Gully mi dice che pensa di fare l'autostrada, al ché la spiego al Barone un po' distratto perché dentro pensa di risolvere tutto seguendo Gully e Francesca mi conferma: “Tanto non si ricorder° niente oltre la prima svolta!!!”
I tre partono e intanto noi ci rimettiamo seduti e ci dedichiamo ai dolci, ai caffè e alle grappe, ma sul più bello mi arriva una telefonata del Barone che mi dice di aver bucato e di essere all'autogrill di Tortona!
DI TORTONAAA!? E che ci fanno là, volevano andare a bere un caffè a Genova prima di rientrare, ma non avevano fretta!?
Sasso del Lario e Gianfranco partono subito per dare un passaggio a Francesca che così avrebbe potuto aprire il bar e nel frattempo Andrea avrebbe cercato di risolvere la cosa usando il Fast. Intanto noi ci dirigiamo verso casa con un occhio puntato sul cellulare per essere presenti in caso dovesse servire aiuto.
Il viaggio procede tranquillo, si viaggia meglio di stamattina perché fa un po' più caldo e a parte le soste prostata arriviamo a Rivolta senza intoppi.
Nella simpatica cittadina della Bassa Cremasca ci fermiamo per un aperitivo al bar dove di solito facciamo qualche brindisi in occasione della Motobefana così approfittiamo per metterci d'accordo anche per quell'evento.
Nel frattempo arrivano notizie dei dispersi e sembra che Francesca sia riuscita ad aprire il bar mentre il Barone sta ancora vagando per le risaie della Lomellina ma la sua V7 romba felice con tutte e due le gomme gonfie. Allora ci rimettiamo in sella e ci spostiamo tutti all'Heminway per chiudere la serata e poter prendere in giro il Barone reduce dall'avventura. Credo che alla fine abbia fatto almeno cinquanta chilometri in più di noi.
Comunque tutto è bene ciò che finisce bene e per tutti noi è stata una giornata grandiosa!

Marco
GRAZIE MAMMA CHE MI HAI FATTO GUZZISTA!
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