Bicilindrici coi Geloni 2014 - Millenovecentoventuno

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Bicilindrici coi Geloni 2014

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Bicilindrici al fresco
Di geloni non se ne parla nemmeno

E' l'otto dicembre e in questo periodo ci si aspetterebbe di aprire la finestra e sentire i pinguini che schiamazzano, ma il mattino che si apre a noi in questa edizione di “Bicilindrici coi Geloni” non ci porta temperature glaciali o strade sdrucciolevoli, niente di tutto ciò! Un po' di foschia e una temperatura intorno ai quattro gradi sono ciò che troviamo insomma, quasi primavera!
Siamo un bel gruppetto e stavolta siamo davvero tutti in moto a parte Lucia che sta facendo fare un po' di guide alla giovane Silvia al volante del vecchio Doblò di Bubba.
Dopo una rapida colazione al Lux, soprannominato da noi “Lo Strano” perché non si sa mai quando sia aperto o chiuso, perché è l'unico locale dove ti siedi in giardino e mai nessuno arriverà a chiederti cosa vuoi bere, se vuoi bere devi andare al banco a prenderlo e per quell'espressione un po' musona che ha sempre il titolare, partiamo per il nostro breve e tradizionale giretto invernale. E' un giretto di centottanta chilometri tra andata e ritorno, la nostra meta di quest'anno sono le Valli Piacentine.
La colonna segue diligentemente il mio sidecar che detta il ritmo da passeggiata che fa godere al meglio dei panorami autunnali della bassa con una foschia che rende tutto più suggestivo.
Arriviamo a Grazzano Visconti con l'intenzione di fare una breve sosta per l'aperitivo e per fare un giretto per il caratteristico borgo che in questi giorni ha un fascino ancor maggiore per a presenza di moltissime bancarelle per il mercatino di Natale. Le cose però vanno un po' diversamente e, preso posto al bar, i nostri centauri si sono persi dietro agli assaggi di vino e salumi e così nessuno aveva più voglia di camminare per il paese.
Intanto che il resto del gruppo si perde nei meandri dell'aperitivo, io e Maria andiamo al ristorante a Ponte dell'Olio. Io sono stato come sempre lungimirante e ho stampato le indicazioni stradali in maniera da non perderci, il problema è che ne ho una copia a Lucia e Silvia e l'altra a Siadovv mentre io sono rimasto senza e puntualmente mi sono perso e ho girato in lungo e in largo per la valle.
Al ristorante ci hanno riservato una sala tutta per noi e le simpatiche cameriere ci hanno servito alcune delle specialità più famose del Piacentino con grande cordialità e simpatia. Affettati con chisolini, antipasti caldi, crespelle al prosciutto, panzerotti alla piacentina e tortellini di zucca col tartufo sono solo alcune...uno spettacolo!
In breve tempo arrivano le tre e mezza e così di vestiamo e rimontiamo sulle nostre cavalcature che ci hanno atteso buone, buone nel parcheggio antistante al ristorante.
Il rientro è praticamente solo una formalità e prima di rientrare, per non perdere il vizio, ci fermiamo ancora dallo “Strano” per il bicchiere della staffa e poi saluti a tutti e alla prossima!
GRAZIE MAMMA CHE MI HAI FATTO GUZZISTA!
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